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Gesti eroici di gente comune. Quando gli „eroi” confermano la „bravura” di un popolo

Oggi, viviamo in un’era del capitalismo e della super tecnologia, che bisogna ammettere che purtroppo ci fa perdere l’umanità, la solidarietà. Oggi non solo l’economia è in crisi, ma anche le relazioni interpersonali. Ma proprio in questo periodo, i romeni si dimostrano sempre più coraggiosi, umili e altruisti allo stesso tempo. Sono tante le storie di persone di origine romena che hanno fatto gesti „eroici” senza pensare due volte e soprattutto senza vantarsi. Si tratta di gente comune, che trovandosi per caso in condizioni di poter aiutare la vita di qualcuno, anche se ponendo in pericolo la propria, non si tira indietro.

Salvare la vita di qualcuno o tendere una mano al bisognoso è diventata una stranezza della nostra epoca tanto che chi lo fa diventa in automatico eroe. Le storie di Damian Vasile, Ioan Purice, Ramona Ianos, Claudiu Vasile, Lela Dragos e tanti altri loro connazionali sono state mediatizzate per enfatizzare che esistono anche dei bravi romeni, come se fosse l’eccezione che conferma la regola. In realtà, sono dei modelli da seguire indipendentemente dalla nazionalità o cittadinanza.

Ioan Purice di Rovigo va ricordato non perché romeno, ma in quanto l'autista del camion che salvò una bimba in autostrada. A settembre dell’anno scorso, mettendo il camion di traverso, Ioan (29 anni) ha protetto la piccola Jihan, una ragazzina di 8 anni che in seguito ad un incidente era finita in mezzo alla carreggiata. Subito dopo l’arrivo dei soccorsi lui è andato via senza lasciare le sue generalità. Per giorni il suo nome è rimasto sconosciuto, voleva rimanere nell’anonimato. „Non chiamatemi un eroe, ho fatto una cosa normale”, ha dichiarato Ioan quando grazie ad altri camionisti è stato identificato.

A novembre, i media italiani hanno trovato spazio per un’altra storia di grande altruismo con protagonisti romeni. Durante le alluvioni di Olbia in Sicilia, Viorel Timic e Marinică Bulai hanno rischiato la vita sfidando le acque e il fango per mettere in salvo un’anziana signora e una ragazza inferma, in via Sicilia. I due, invece di cercare la luce dei riflettori, hanno chiesto scusa per aver sporcato la casa in cui hanno portato le due sopravvissute e sono andati via. Sono stati i vicini di casa, che hanno assistito a questo doppio salvataggio, a voler raccontare la storia dei due sconosciuti, diventati subito figli adottivi di Olbia.

L’11 gennaio c’è stato il crollo di una palazzina della bellissima Matera. Qui comparve un „angelo”, Vasile Damian che ha salvato la vita ad Annamaria Portarulo, una disabile di 50 anni con difficoltà deambulatorie. È stata lei stessa a raccontare ai giornali cosa è successo:

„Io cammino con difficoltà, sono ancora viva solo perché mi ha salvato un uomo romeno, che mi ha presa in braccio e mi ha portata giù”. Giorni dopo, contattato dalla nostra redazione, ha raccontato di essere rimasto effettivamente in strada, senza casa e senza lavoro. „Ho lavorato in edilizia e questo è l’ultimo mese di disoccupazione. Così come ho cominciato da capo 11 anni fa, quando sono venuto in Italia, lo farò anche adesso.

Dalla vecchia casa non sono riuscito a recuperare neanche i libri di mia figlia.” Proprio da apprezzare che, mentre cercava di mettere in salvo la piccola figlia di 13 anni e la moglie incinta, ha pensato anche alla signora che non ce l’avrebbe mai fatta da sola. Adesso, è lui, insieme a quelle persone rimaste senza tutte le proprie cose, ad aver bisogno di un sostegno da parte delle istituzioni. Ogni volta che si reca in Comune per chiedere ciò che gli è stato promesso riceve la stessa risposta: „Pazienza!”

Il mese scorso, invece, un altro giovane romeno, Claudiu Vasile, non ha esitato un attimo nel momento in cui ha dovuto soccorrere padre, madre e due figli piccoli. L’auto con la famiglia a bordo si era ribaltata lungo la E45 e il trentenne che sopraggiungeva è sceso dal suo veicolo in piena notte, sfidando il pericolo e le altre macchine che sfrecciavano a forte velocità, incuranti di quanto stava accadendo. Claudiu, autista di un’azienda altotiberina, ha subito chiamato i soccorsi e ha cercato di liberare i due bimbi che stavano piangendo, di appena cinque e un anno. Il romeno è anche andato in Ospedale per rassicurarsi sulle loro condizioni.

Avvicinandoci ai nostri giorni va ricordato anche Lela Dragos, di soli 27 anni, colui che ha affrontato le fiamme di un’esplosione, in seguito ad una fuga di gas, per mettere in salvo una coppia di anziani italiani ed un cagnolino. Il tutto è avvenuto nel centro storico di Tagliacozzo, L’Aquila.

Questi sono esempi di storie considerate „buone” da alcuni media italiani. Non capita spesso, perché il positivo non porta pubblico o almeno è ciò che si vuole pensare. I delinquenti, i mostri, i malviventi… loro pare che abbiano successo, in quanto sono esempi che non mancano mai dai primi titoli. Etichettare è una moda che conviene. E’ più semplice imporsi come regola che tutti gli immigrati sono da mandare a casa come spesso fa la Lega Nord, invece di accettare o spiegare che gli „eroi” fanno parte di ogni popolo, che non confermano la regola, ma la smentiscono. E soprattutto, l’umanità non ha nazionalità, è di tutti noi, cosa che molto spesso si dimentica.


Anca Manolea

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